Crespo vola via dal san paolo: esonero shock dopo 4 giornate

Quattro partite, dieci punti, secondo posto in classifica: Hernán Crespo è stato comunque esonerato. Il São Paulo Futebol Clube ha scelto di interrompere la sua seconda avventura sulla panchina paulista, una scelta che ha lasciato di stucco tifosi e addetti ai lavori.

Crespo cacciato: i numeri che non sono bastati

La società ha reso ufficiale l’addio dell’allenatore argentino e di tutto il suo staff tecnico, compresi i collaboratori Juan Branda, Víctor López, Federico Martinetti, Leandro Paz e Gustavo Nepote. Un taglio netto, senza mezzi termini, dopo un inizio di stagione che, sulla carta, sembrava promettente.

Crespo era tornato al São Paulo nel 2025, quando la squadra era invischiata nella parte bassa della classifica. In 46 partite complessive, aveva ottenuto 21 vittorie, 7 pareggi e 18 sconfitte. Numeri che, considerati i contesti, non giustificano però l’esonero. Ma il calcio brasiliano è una terra dove i risultati contano, ma non sempre decidono.

Con il suo primo incarico nel 2021, Crespo aveva conquistato il Campionato Paulista battendo il Palmeiras in finale. Un successo che resta impresso nella memoria dei tifosi, ma che evidentemente non è servito a guadagnarsi credito a lungo termine.

Il san paolo si scuote: dietro l’esonero c’è di più

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Secondo fonti interne, Crespo aveva chiesto rinforzi sul mercato, ma la dirigenza non aveva soddisfatto le sue richieste. Una frizione che, a quanto pare, ha pesato più di quanto si potesse immaginare. Nonostante la squadra fosse seconda in Brasileirão e avesse raggiunto le semifinali del Paulistão, la decisione è stata presa comunque.

I tifosi, sui social, hanno espresso solidarietà al tecnico argentino, ricordando il suo passato da calciatore e il suo impegno sulla panchina. Ma il São Paulo non è un club che ama aspettare. E in questo caso, ha scelto di cambiare prima che le cose potessero peggiorare.

Ora il club cerca un nuovo allenatore. Il nome non è ancora ufficiale, ma le voci iniziano a circolare. Il calcio brasiliano non dorme mai. E neanche il São Paulo.