Roma-lecce: gasperini lancia la squadra b, di francesco cerca la boccata d'ossigeno

Il pallone ferma a Trigoria trema. Dopo l'esonero europeo firmato Bologna, la Roma di Gasperini è chiamata a rispondere sul campo: stasera alle 20.45 contro il Lecce serve una vittoria per non vedere il quarto posto trasformarsi in un miraggio.

Lo spogliatoio giallorosso è un laboratorio di chimica nervosa. Svilar blinda la porta, Mancini-Ndicka-Ghilardi formano la diga a tre, ma è il centrocampo a raccontare la rivoluzione: El Aynaoui e Cristante duellano con il cronometro, con Venturino e Pellegrini alle spalle di Malen, l'olandese chiamato a trasformare la velocità in gol. Gasperini ha parlato di «rotazioni obbligate», ma nella sua voce trapela la consapevolezza: tre punti o l'inferno social.

Dall'altra parte c'è un Lecce che respira aria di salvezza. Di Francesco, ex di turno con la voglia di vendetta, schiera il 4-2-3-1 classico: Falcone in porta, Ramadani-Ngom a proteggere la difesa, Stulic unica punta con Banda e Pierotti pronti a scaricare la transizione. La curva salentina ha trasformato l'Olimpico in un pezzo di Puglia: 3.000 tifosi, cori e fischi ogni volta che la Roma perde il pallone.

Il dato che fa tremare i tifosi giallorossi

Il dato che fa tremare i tifosi giallorossi

Mancano 31 giorni dall'ultima vittoria in campionato. Era il 22 febbraio contro l'Udinese, da allora quattro pareggi e due sconfitte. Il coefficiente di Gol subiti è cresciuto del 42% rispetto alla media stagionale. Sacchi, arbitro designato, ha fischiato due rigori contro la Roma nelle ultime tre gare dirette. Un dettaglio che non passa inosservato negli uffici di Trigoria.

La partita si gioca anche fuori dal rettangolo. Sky e DAZN trasmettono in contemporanea, ma è SkyGo a registrare il 23% di share in più quando la Roma è in campo. I bookmaker oscillano: la quota Roma vittoria è passata da 1.55 a 1.70 nelle ultime 48 ore, segno che il mercato non crede più nella rimonta.

Gasperini ha chiuso la conferenza con una frase che suona come un epitaffio: «Non è più questione di gioco, è questione di orgoglio». Il cronometro scorre, il Lecce attende. E l'Olimpico, per una sera, diventa un ring senza pietà.